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I primi costi del business

I primi costi che devi sostenere se vuoi avviare una tua attività, basata sul tuo sapere, le tue competenze e la tua professionalità, sono i costi relativi al dominio e all’hosting del tuo sito o del tuo blog, alla piattaforma di newsletter, le spese sostenute per formarti adeguatamente se non hai nozioni di strategia, comunicazione, marketing, pianificazione (intesa come capacità di fare programmi ma anche di cogliere e raccogliere con costanza e intuitività e con armonia e spontaneità nuove opportunità e di mettere in pratica le nuove idee che hai pensato), per la cancelleria (avrai bisogno di un’agenda, di penne, matite colorate, evidenziatori, adesivi se ti piacciono per dare risalto a quanto annoti e quaderni per progettare il tuo business e per tenere uno o più journal), per il tuo computer, per il tuo studio, tutto tuo o in uno spazio di coworking, se non lavori da casa. Avrai anche bisogno di una consulenza fiscale iniziale, se non apri la tua partita Iva in autonomia, e anche di provvedere a un servizio più esteso se non vuoi tenere tu la contabilità.

A tutti questi costi vanno aggiunti i costi legati al tempo necessario perché il tuo business decolli, per gli errori che compirai e che probabilmente saranno in abbondanza lungo il primo tratto, per i passi sbagliati e per la conoscenza (tema su cui insisto moltissimo: la conoscenza è un capitale che, ben appreso e usato, fa una reale differenza) che accumulerai andando avanti con la realizzazione del tuo progetto e con l’esperienza – pratica e interiore – che farai. Gli errori sono spesso molto temuti e visti come il peggiore dei mali. Tuttavia, nello stadio iniziale del business e nei primissimi stadi immediatamente successivi sono preziosa fonte di apprendimento. Lo sono anche dopo, ma all’inizio in misura maggiore. L’errore ci permette, infatti, di sperimentare oppure di verificare aspetti che potevano essere verificati solo all’atto pratico. Aiuta, inoltre, ad aggiustare la strategia (che sia basata sullo strategic planning o sullo strategic thinking, la strategia decisa sarà solo una parte della strategia realizzata, perché questa dipenderà anche dalla stategia emergente, ovvero da come la aggiusterai nel concretizzarla e tenendo conto delle cambiamenti delle circostanze esterne) e il proprio approccio al mercato. La paura di fallire molto spesso porta a considerare in negativo l’errore. No, l’errore è fonte di conoscenza e spinge, anche, a mettersi sempre più in gioco, man mano che si acquisisce sicurezza nell’arena competitiva e si ottengono i primi risultati.

Tutti questi costi, o, almeno, molti di essi, sono, però, anche investimenti. Il più prezioso è quello sulla conoscenza, che si può definire come un insieme di dati acquisiti e compresi, di informazioni interpretate e poste in relazione, di modi di pensare e di osservare e analizzare il mondo, che servono a guidare le scelte e a prendere le decisioni. La conoscenza è sempre un’opera di scoperta e traduzione e di ricostruzione e riorganizzazione flessibile. Per sua natura, prepara a un ulteriore apprendimento, a nuove riflessioni, a nuove idee. Sostenuti oggi, questi costi e investimenti sulla conoscenza, su come produrla e utilizzarla, predispongono il terreno per il futuro.

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